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Ci abbiamo provato e ci abbiamo creduto ...

Carissimi,

con dispiacere dobbiamo informarvi che, nonostante gli sforzi profusi dalla presidenza, dal consiglio e dalle equipe diocesane, siamo costretti ad annullare le iniziative previste per il mese di agosto presso la "nostra" Casa Alpina.

Ci abbiamo provato e ci abbiamo creduto: purtroppo, negli ultimi giorni, sono insorti ulteriori vincoli logistico-organizzativi, indipendenti dalla disponibilità e dalla responsabilità dei volontari addetti al servizio educativo e alla gestione, che nella seduta di martedì 28 luglio hanno portato il Consiglio diocesano, in accordo con i sacerdoti assistenti e i responsabili di tutti i settori, a prendere la decisione di rimandare l'apertura della Casa ai mesi invernali e in particolare al periodo natalizio.

In questi mesi l'associazione, attraverso l'attività delle varie componenti, si è impegnata a mantenere il più possibile le relazioni tra i soci, a promuovere momenti di incontro, a fornire suggerimenti di attività. Avremmo voluto anche concludere con il nostro ritrovarci per i consueti campi, ma questo è il tempo che ci è dato da vivere e in questo tempo dobbiamo fare discernimento per comprendere, al di là dei nostri desideri, quali sia il bene per ciascuno.

A quanti avevano provveduto a versare l'acconto, la segreteria attuerà rimborso entro pochi giorni.

Ciascuna equipe ha già previsto proposte alternative al soggiorno in Casa Alpina, perché non si perda ciò che è veramente importante: l'essere una comunità che prega, riflette e vive insieme.


Estate in Casa Alpina: si riparte!

Con grande gioia vi annunciamo che la Casa Alpina potrà ospitare almeno le iniziative "classiche" di Agosto, ovviamente nel rispetto di tutti i protocolli previsti in questa fase ancora di emergenza.

Per motivi organizzativi le iscrizioni termineranno venerdì 31 luglio

In ordine cronologico, queste sono le proposte:


  • dalla cena di venerdì 7 al pranzo di domenica 9 agosto : Modulo Giovani e Adulti

a questo link le iscrizioni


  • dalla cena del 10 al pranzo del 17 agosto: Vacanze in Famiglia, iscrizioni telefonando all'ufficio di Azione Cattolica 0131861868


  • dal pranzo del 19 al pranzo del 23 agosto : Campo Giovanissimi

a questo link le iscrizioni


  • dal pranzo del 25 al pranzo del 29 agosto : Campo MSAC

a questo link le iscrizioni


Ai link trovate maggiori informazioni e i numeri di cellulare dei referenti

Rieducarci alla socialità... Non social!

Ci vediamo venerdì 5 giugno alle 21 per parlare, insieme al dott. Zanardi, della nuova #fase2 per "Rieducarci alla socialità... non social!"

Piattaforma: Google Meet

Link della chiamata: https://meet.google.com/ouh-vaet-mmg

Facoltà di scelta, o meglio... Scegliere una facoltà! Il Msac ti aiuta!

Un nuovo progetto di orientamento universitario 😍😍

Dal 16 maggio iniziano gli incontri! 🗒️

Saranno suddivisi in chiamate, una per facoltà.

Ad ogni incontro sarà presente almeno uno studente universitario a cui potremo porre qualsiasi nostra domanda!

Piattaforma: Google Meet

Ps: non è obbligatorio partecipare a tutte le chiamate proposte, ognuno di noi può fare quelle che più desidera 😉

Ecco il link per accedere al gruppo con le informazioni: https://chat.whatsapp.com/IyTat4EWn1i72kSSmVSWXq

Adulti on line

Sabato 9 maggio si è svolto il primo incontro dedicato agli adulti per riflettere su come essere pienamente Christefideles Laici in questo tempo! Gli ottimi contributi alla riflessione sono stati offerti da Don Claudio Baldi e Paolo Paoletti, ma l'aspetto veramente emozionante èstato potersi "guardare" in faccia e stringersi in un abbraccio, seppur virtuale, in più di cinquanta adulti di tutte le età(!). Adulti che non si fermano e con coraggio discernono sulla vita in ogni tempo, in questo tempo.

I prossimi incontri saranno sabato 16 maggio, per continuare con don Claudio la riflessione sull'Apostolicam Actuositem, e sabato 30 maggio con la Prof.ssa Antonia Chiara Scardicchio, il nostro consueto "convegno adulti", per addentrarci nelle problematiche ( sociali, psicologiche, ecclesiali) che stiamo vivendo.

per gli approfondimenti e link visita la pagina adulti

"Ribelli per amore"

Che il 25 aprile 1945 sia per il nostro Paese un evento di enorme portata – e, quindi, complesso nella sua valutazione – lo dimostra anche il fatto che, a distanza di 75 anni, non riusciamo ancora a svilupparne una memoria condivisa. Eppure alcune evidenze dovrebbero imporsi. Non dovrebbe essere opinione di qualcuno affermare che il 25 aprile segna la fine di una guerra ingiusta e il ritorno dell’Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent’anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Dovrebbe essere chiaro a tutti che quella primavera del 1945 è arrivata perché nel lungo inverno della guerra molti italiani hanno creduto – pagando questa convinzione anche con la vita – che il riscatto della nazione avrebbe potuto realizzarsi solo in una forte opposizione, anzitutto morale, contro il nazi-fascismo. Intendiamoci: non ci serve una vuota retorica di parte – di qualunque parte – che idealizzi un’esperienza senza voler vedere il limite che c’è in tutte le cose degli uomini, capaci sempre di mescolare ideali alti e bassi istinti, come accade in ciascuno di noi. Ci serve, piuttosto, non permettere che questo tempo venga derubato della “festa” della Liberazione. Guardando le fotografie delle nostre città in quel giorno di primavera, si comprende molto della forza di questa festa. Certamente non cancella le ferite di una guerra che ha spaccato il paese, che ha fatto martiri alle Fosse Ardeatine, a Marzabotto, a Sant’Anna di Stazzema e in tanti altri luoghi, che ha chiesto il sacrificio di uomini e donne, di giovani e anziani, di militari e studenti, di ogni ceto sociale, di diversa formazione culturale, religiosa e politica. Quel far festa per la Liberazione ha, tuttavia, la forza di dare a tutto questo dolore un senso profondo, un valore autentico, che non possiamo permetterci di disperdere. Per questo è importante fare festa per quella rivolta morale che ha conquistato per noi la libertà. Tanto più in questo tempo nel quale viviamo un evidente paradosso. Da una parte abbiamo molte possibilità di esprimere la nostra libertà: penso, ad esempio, alle Istituzioni democratiche, alle diverse forme di partecipazione, alla facilità di accesso all’informazione. Dall’altra sono sempre più inquietanti i segni di una effettiva limitazione della libertà: penso, ad esempio, al moltiplicarsi dei fenomeni di massificazione sociale, di omologazione culturale, di induzione dei bisogni, di annebbiamento delle coscienze. Di fronte a queste privazioni di libertà siamo chiamati ad una nuova resistenza. Per non rischiare di perdere la libertà vanificando il sacrificio di quanti hanno lottato per ottenerla, non basta ricordare da che cosa siamo stati liberati: dobbiamo sapere per che cosa, per quale fine, siamo stati liberati. La Resistenza ci ha liberati dal nazi-fascismo, la Carta costituzionale ci ricorda che siamo liberi per costruire una nazione fondata su quei principi che essa custodisce. A sentire certi discorsi sia nei bar delle nostre città (o, se preferite, nei nostri social), sia nelle aule delle nostre Istituzioni – e penso che dobbiamo preoccuparci quando il secondo livello sembra appiattirsi sul primo – viene il dubbio che il Paese descritto dalla Costituzione non sia davvero il sogno condiviso da tutti quelli che lo abitano. La libertà conquistata non può essere intesa passivamente o assolutizzata in se stessa: deve essere finalizzata al bene comune. E qui la questione riguarda la visione che abbiamo dell’uomo e le sue relazioni fondamentali: quella con gli altri, con il creato e con Dio. Da credente so che nella Pasqua sono stato liberato dalla dittatura più spietata di sempre: quella del peccato e della morte. So che la libertà ha come fine la carità, l’amore: il bene dell’altro non è un limite alla mia libertà, ma il suo fine ultimo che mi garantisce un modo più alto e più perfetto di esercitarla. So che la vera libertà sta nel vivere l’amore che ci ha liberati. Il 25 aprile chiede a ciascuno di continuare la festa iniziata 75 anni fa nell’impegno politico, sociale e culturale. Per questo siamo stati liberati.

+Vittorio Francesco Viola Vescovo di Tortona

"Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta ma trasformata"

Carissimi, stamattina la nostra sorella Ada, mamma di Don Claudio, si è addormentata nella pace di Cristo. Grati a Dio per il dono della sua vita e per tutto il bene fatto, accompagniamo Ada con la nostra preghiera perché riceva il premio della Vita che non muore e Don Claudio perché il Signore gli dia consolazione

Ad Deum

"Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa".

L'Azione Cattolica Diocesana, riconoscente per il ministero del carissimo don Enrico Bernuzzi, immersa con la Chiesa intera nella luce della Risurrezione, lo affida al Signore Risorto, perché ora possa intonare il cantico nuovo dell' Alleluia celeste. Edificati dal suo servizio alla nostra Chiesa locale, ne ricordiamo la generosità pastorale verso giovani nell'oratorio, nella catechesi, nella pastorale vocazionale e nei campi estivi a Brusson. Il buon Pastore Risorto, che ha dato la vita per le sue pecore, accolga questo suo servo buono e fedele ai pascoli eterni del cielo. Ad Deum!

Primo maggio, festa dei lavoratori

“Il Primo Maggio è anche una festa della nostra democrazia. La Costituzione pone il lavoro a fondamento della Repubblica. Orgogliosi della nostra Carta costituzionale, la assumiamo come una costante sollecitazione a superare gli ostacoli che si frappongono a una piena affermazione del diritto al lavoro, a un buon lavoro.

Questa è la connessione che ci rende partecipi del bene comune. Senza l’integrazione fra diritti e doveri possono diffondersi egoismi, diffidenza, sfiducia, emarginazione. Desidero manifestare, in questa giornata, la mia solidarietà e il mio sostegno a tutti coloro che sono alla ricerca di un lavoro, a quanti un lavoro vogliono intraprendere, a coloro che soffrono per averlo perduto, a chi ha occupazioni precarie, o parziali, e non per propria volontà. Soprattutto intendo esprimere vicinanza e incoraggiamento ai giovani: non possiamo fare a meno del loro lavoro, della loro passione, della loro intelligenza, della loro maggiore sintonia con le straordinarie trasformazioni che segnano il nostro tempo”

Sergio Mattarella

Le ultime news sulla maturità

MATURANDI, A RAPPORTO! ⚠

Ecco le ultime notizie sulla maturità di quest'anno 😍

Per ulteriori info o chiarimenti ci sentiamo in direct sulla nostra pagina instagram @msac_tortona 🛩

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La Pasqua ci dice che Dio può volgere tutto in bene

Viviamo un momento difficile, di sofferenza per molti; ma la Pasqua ci porta un messaggio di speranza: Papa Francesco ci ricorda che «È l’amore di Dio che a Pasqua … ha fatto della morte un passaggio di vita, che ha cambiato la nostra paura in fiducia, la nostra angoscia in speranza. La Pasqua ci dice che Dio può volgere tutto in bene.»

«In questi giorni, tutti in quarantena e a casa, chiusi, prendiamo queste due cose in mano: il Crocifisso, guardiamolo; e apriamo il Vangelo. Questa sarà per noi – diciamo così – come una grande liturgia domestica, perché non possiamo andare in chiesa, in questi giorni. Crocifisso e Vangelo.» (udienza 8 aprile).

Prendendo spunto da queste parole, la Presidenza diocesana augura a tutti i soci e amici dell’Azione Cattolica di Tortona una serena e Santa Pasqua.

Proprio in questo momento, di fronte al Cristo della Croce, siamo chiamati a scegliere. E’ tempo di conversione, di adesione al modello evangelico.

Invitiamo tutti, per quanto possibile e consentito dalle circostanze, ad aiutare i parroci, la caritas, i gruppi di volontariato, mettendoci a disposizione per un aiuto concreto: una telefonata alle persone sole, la spesa e i medicinali per chi non può uscire di casa, una raccolta di fondi o buoni spesa da mettere a disposizione dei parroci o degli uffici caritas per sostenere chi è in difficoltà.

Piccole cose, ma un segno concreto di attenzione a chi è nel bisogno: è forse questa la sfida della Pasqua 2020.

Santa Pasqua 2020

"Dalla Pasqua vogliamo riscoprire due atteggiamenti fondamentali che sono lo STUPORE e la GIOIA".

Insieme alle parole di Don Mario Diana (assistente nazionale Msac) auguriamo a tutti una buona Pasqua.

11 aprile 2020, Sabato Santo

“Ma che splendore che sei nella tua fragilità, ti ricordo che non siamo soli a combattere questa realtà.”

Marco Mengoni

10 aprile 2020, Venerdì Santo

"Un'ora grande, di misericordia, in cui Gesù scendendo nelle tenebre, scende così anche in ogni nostro dolore".

Insieme alle parole di Don Luca Ghiacci (assistente diocesano Settore Giovani e Msac) fermiamoci in riflessione il Venerdì Santo.

9 aprile 2020, Giovedì Santo

Nella memoria dell’ultima cena, noi spezzeremo di nuovo il Tuo pane ed ogni volta il Tuo corpo donato sarà la nostra speranza di vita.

#iorestoacasa

In questi giorni di quarantena il Msac ha pensato ad una nuova rubrica sulla nostra pagina Instagram @msac_tortona.

Ogni giorno viene postata una foto con l’ hashtag “iorestoacasa” e con una frase particolare.

Lo scopo dell’iniziativa è sollecitare le persone a restare a casa durante questo delicato periodo e dare qualche spunto su come passare il tempo a nostra disposizione, magari leggendo un libro, dipingendo, suonando un po’ di musica, o anche prendendoci qualche minuto per riflettere su vari temi.

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Online

Gli studiosi della Scuola di Palo Alto (California) negli anni ’60 elaborarono gli assiomi della comunicazione che vennero utilizzati anche dall’Azione Cattolica per innovare la propria metodologia e dar vita, tra l’altro, al metodo esperienziale dell’ACR.

Recita testualmente il primo assioma: È impossibile non comunicare. In qualsiasi tipo di interazione tra persone, anche il semplice guardarsi negli occhi, si sta comunicando sempre qualche cosa all'altro soggetto.’

In questi giorni di forzato isolamento stiamo sperimentando tutti la fatica di mantenere viva la comunicazione perché nessuno resti isolato o si senta abbandonato. Lo facciamo attraverso i social media, le video chiamate, il telefono; lo stanno facendo la scuola, il mondo del lavoro, le associazioni e i movimenti. Tutti uniti a custodire e ad alimentare il bene prezioso della relazione che è dono di Dio e responsabilità degli umani.

Abbiamo deciso così, in fretta ma non ‘di corsa’, di attivare un sito on line dell’Azione Cattolica di Tortona perché, anche attraverso questo semplice strumento, ognuno semplicemente possa ritrovare una piazza, per ora virtuale, dove ritrovarsi con amici di sempre e nuovi e condividere insieme questo tempo che resta dono di Dio da far fruttare.

XVII Assemblea diocesana elettiva: "Ho un popolo numeroso in questa città"

"Ho un popolo numeroso in questa città"

Domenica 23 febbraio nel salone del Seminario Vescovile di Tortona si è svolta l'assemblea diocesana dell'Azione Cattolica per l'approvazione delle linee programmatiche del prossimo triennio e il rinnovo delle responsabilità associative.

In apertura S.E. Mons Vittorio Viola ci ha esortati a "essere là dove l'uomo vive", a rispondere alla vocazione propria dell'A.C. a essere missionaria, "sale e luce" nella vita di ciascuno. Il nostro Vescovo ci ha esortati ad essere una presenza di pace, di dialogo costruttivo nel mondo e nella chiesa consapevoli che questo non è frutto di strategie o pianificazioni, ma dell'adesione incondizionata alla Parola, alla "misura" dell'amore totale di Cristo.

Il prof. PierPaolo Triani, che doveva essere presente come delegato nazionale all'assemblea, dati i blocchi precauzionali della zona piacentina, ci ha raggiunti con un collegamento telefonico nel quale ha sottolineato come il documento assembleare in discussione risponda compiutamente sia alle indicazioni nazionali sia ai bisogni rilevabili nella nostra diocesi. Alle indicazioni del prof. Triani si sono aggiunti i saluti del delegato regionale Paolo Ferrando, a testimoniare come l'A.C. sia una grande famiglia che abbraccia l'Italia intera costruendo un tessuto ecclesiale e civile per il bene comune.

Centrale e non priva di commozione è stata la relazione del Presidente uscente Raffaele Bonaventura al quale l'assemblea ha rivolto un sentito grazie per il servizio svolto in questi 6 anni trascorsi.

Il Presidente si è rivolto all'assemblea ringraziando tutti i presenti per il servizio svolto a livello sia parrocchiale sia diocesano; un grazie particolare ai Vescovi Martino e Vittorio e agli assistenti don Claudio e don Luca che lo hanno accompagnato e sostenuto e un ricordo grato alla presenza del compianto don Romeo Gardella.

A questo punto, alla presenza di un assemblea numerosa e partecipe (oltre ai delegati al voto delle singole parrocchie, erano presenti molti adulti e giovani al di là dei ruoli istituzionali) è stato presentato il Documento Assembleare che ha raccolto i frutti di un percorso compiuto a livello diocesano (consiglio ed equipe) e a livello territoriale (assemblee parrocchiali e interparrocchiali) attraverso il quale la nostra associazione ha provato a svolgere un esercizio di discernimento comunitario per verificare il cammino svolto nel triennio passato e guardare con slancio e passione ai prossimi tre anni. Abbiamo raccolto l’invito contenuto nella traccia proposta dal centro nazionale profondamente convinti che “il percorso di preparazione è espressione di Chiesa e momento forte dal punto di vista formativo e spirituale; occasione di autentica vita associativa ed espressione di democraticità nel rinnovo delle responsabilità."

Dopo alcuni interventi a commento del documento e di proposta di emendamento, che testimoniano una vivacità associativa scevra di polemiche e rivolta alla costruzione di un cammino comune, l'assemblea ha eletto il nuovo consiglio diocesano per il triennio 2020-2023.

Un augurio di buon lavoro ai nuovi consiglieri eletti che nelle prossime settimane avranno il compito di indicare la terna di nomi da sottoporre al Vescovo per la nomina del Presidente diocesano e successivamente per l'elezione dell'intera Presidenza diocesana.

Consiglieri eletti in ordine di preferenze ricevute

Presidenti

Ferrari Elena

Zani Paolo

Ghia Rovatti Matteo

Bagnasco Cristina

Carrabba Sara

Adulti

Paoletti Paolo

Chiandotto Andrea

Limoncini Paolo

Montagna Paola

Pelletta Mariangela

Giovani

Limoncini Matteo

Martinelli Chiara

Paoletti Irene

Spinetta Filippo

Corlade Nicolae

Responsabili ACR

Silla Giulia

Ponte piero

Garbagna Paola

Pastore Simone

Pirulli Cristina

Il documento assembleare approvato il 23 febbraio 2020

Il documento sottoposto all'assemblea domenica 23 febbraio u.s , è il frutto di un ricco confronto nel quale ascolto, preghiera e dialogo sono stati gli indicatori fondamentali del percorso e ci hanno permesso di interrogare con franchezza noi stessi e le nostre realtà per delineare scelte che abbiano la forza di guardare lontano. Vogliamo raccogliere con forza ed entusiasmo l’invito di Papa Francesco a “continuare ad essere un popolo di discepoli-missionari che vivono e testimoniano la gioia di sapere che il Signore ci ama di un amore infinito, e che insieme a Lui amano profondamente la storia in cui abitiamo” e quello del nostro Vescovo Vittorio che ci ha ricordato che “la corresponsabilità è di più che fare ciascuno la propria parte, è sentirsi parte di una comunità, è agire avendo sempre a cuore la crescita dell’insieme, pensando non solo a sé, al proprio compito o ruolo, ma pensandosi per e con gli altri”...

Le scelte che sono state proposte come linee guida per il prossimo triennio, hanno posto le radici in quattro presupposti di fondo :

- "Scrutati dalla Scrittura": ci siamo lasciati guidare dalla meditazione sulle lettere alle sette chiese dettate da Gesù Risorto a Giovanni, nelle quali abbiamo ritrovato elementi comuni alla nostra quotidianità: la paura di essere pochi, come a Smirne, e di sentirsi insignificanti; il pericolo dell’attivismo del fare, come a Sardi, che nasconde il vuoto di una vivacità che non esprime vitalità; l’automatica ripetizione dell’identico, come ad Efeso, che spegne ogni passione e smarrisce ‘il primato dell’amore’; la pratica della mondanità, come a Laodicea, che narcotizza e neutralizza ogni spinta profetica;

-"A 50 anni dallo Statuto e dalla nascita dell'A.C.R.": per ribadire la centralità e il vero significato della scelta religiosa e la centralità dell'A.C.R per il prossimo triennio;

- "Tutto ciò che è umano ci riguarda": siamo chiamati a vivere il tempo della prossimità come antidoto alla “globalizzazione dell’indifferenza” perché ci accorgiamo sempre più che c'è un crescente bisogno di fraternità che ci chiede di curare le relazioni nella semplicità dell'amicizia, di tessere legami di vita buona;

- "Per un'AC sinodale e a misura di tutti": ci impegniamo a costruire reti e relazioni, che siano ricchezza per ciascuno al servizio della comunità, individuando assieme ad altri le “cose da fare” e sforzandoci di mantenere “un passo comune”.

Le scelte concrete, frutto di discernimento comunitario, riguardano :

- la cura dei luoghi della condivisione e progettazione associativa

- la cura della formazione , identità profonda dell'AC, impegnandoci a dare priorità ai cammini personali e di gruppo

- la partecipazione attiva ai processi di cambiamento in atto nella nostra diocesi secondo le indicazioni del nostro Vescovo

- la cura delle diverse età della vita attenzione prioritaria al percorso ACR , per avviare una riflessione condivisa sugli itinerari di iniziazione cristiana , e ai giovani- adulti

- la cura dei diversi ambiti di vita , "essere là dove le persone vivono", continuando l'attenzione al mondo della scuola e implementando l'attenzione agli ambiti lavorativi

- la formazione e lo sviluppo della coscienza civica, soprattutto nelle giovani generazioni a partire dai ragazzi dell’ACR

- l'educazione corretta all'uso dei social media per ampliare la possibilità di comunicazione e educare al loro buon utilizzo (AC community)

In allegato il documento integrale